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Storia di Arezzo



Il territorio di Arezzo fu abitato probabilmente fin dal Paleolitico inferiore, circa 200 mila anni prima della nascita di Cristo, a dimostrazione di ciò, il ritrovamento del cosiddetto uomo dell'Olmo, dal nome della località in cui nel 1863 venne scoperto questo cranio.

Epoca Arcaica
Il primo nucleo di insediamento, probabilmente da parte del popolo degli Umbri, si trovava nella zona dell'attuale Duomo, Prato e Fortezza, la città in questo periodo era centro di scambi con le regioni confinanti, vari sono stati i ritrovamenti, tra i quali i bronzi dell'Aratore, della Minerva e la Chimera.

Epoca Etrusca
Di innegabile certezza fu l'insediamento etrusco, Arretium fu una delle dodici maggiori città etrusche, una Lucumonia, cioè la sede di un re etrusco. Fu questa l'epoca in cui la città iniziò ad acquistare potere. Intraprese redditizi e fluenti scambi commerciali e coniò persino una propria moneta. Dell'Arezzo etrusca rimangono molte testimonianze, quali alcune cinte murarie in pietra e la conformazione della città stessa.

Epoca Romana
La battaglia del lago Vadimone, che vide schierati l'esercito degli etruschi riuniti contro Roma, segnò la fine di Arretium e l'inizio del dominio romano sui territori aretini, ma è solo dopo l'ennesima insurrezione, placata dal console Terenzio Varrone che la storia di Arezzo si allinea con quella di Roma. E' degna di particolare rilevanza l'industria dei vasi corallini, che nacque in questo periodo e che assunse un importanza internazionale. La decadenza dell'Arezzo romana è dovuta a due fattori: in primo luogo la crisi dell'industria dei vasi corallini, poi l'introduzione della Cassia Nova, una nuova via di comunicazione che sostituì la Cassia e che privilegiò i centri di Chiusi, Siena e Firenze. La diffusione del cristianesimo e le conseguenti persecuzioni fecero si che le catacombe del Pionta si riempissero di fedeli, contemporaneamente caddero anche i primi martiri: S.Lorentino e S.Pergentino, che vennero seppelliti a fianco del torrente Castro, e S.Donato, il secondo vescovo di Arezzo, decapitato il 7 agosto 304.

Medioevo
Durante le invasioni barbariche Arezzo fu presa di mira, grazie alla sua posizione strategica, da Longobardi, Franchi e Allemanni, che vi si stanziarono e concessero grandi privilegi alla città. Il Pionta, durante il medioevo, divenne il centro del potere politico e religioso di Arezzo, il vescovo ottenne anche la carica di conte. In questo luogo visse e studiò musica Guido Monaco. Il risveglio della città avvenne nel 1098 con l'istituzione del primo Console del comune aretino, in quel periodo nacque ad Arezzo una delle prime università del mondo. Il basso medioevo fu l'epoca più florida della città, centro di cultura e potere, attirò a sè la nobiltà che iniziò a stansiarvisi e a costruire le case-torri, Arezzo contò circa 20.000 abitanti e venne suddivisa in 4 quartieri (Porta Crucifera, Porta S.Andrea, Porta del Foro e Porta del Borgo). Nel duecento grazie alla nascita di confraternite e associazioni vennero edificati gli edifici più belli della città: Il Duomo, la Pieve di S.Maria. S.Domenico, S.Francesco, il Palazzo del Comune e la sua torre. Contemporaneamente Arezzo intraprese varie lotte contro le vicine città, in particolar modo contro Siena e Firenze. Le due città nel 1288 si unirono e assediarono Arezzo, che resistette e riuscì a riprendere i fuggitivi senesi a Pieve al Toppo guadagnandosi la vittoria. L'anno successivo i fiorentini si allearono con i guelfi di Toscana e si scontrarono vittoriosi con Arezzo nella battaglia di Campaldino. A risollevare la città dai postumi della sconfitta intervenne il vescovo Guido tarlati, un uomo di grande valore politico che venne nominato signore a vita e diventò uno dei più potenti baluardi della parte ghibellina d'Italia. Alla morte del vescovo Tarlati, Arezzo piombò nella decadenza a causa di lotte interne tra nobili e popolo e tra la famiglie guelfe e quelle ghibelline, ad accentuare questa situazione disagevole furono le stragi delle compagnie di ventura. Arezzo, allo stremo delle sue forze capitolò nelle mani fiorentine che la comprarono per 40 mila fiorini.

Epoca Moderna
Il dominio fiorentino creò situazioni di disagio per molte famiglie aretine che, non riuscendo nella lotta per l'indipendenza lasciarono la città e così facendo contribuirono al lento svluppo dell'economia. D'altro canto in questo periodo vennero costruiti molti edifici di grande pregio come la Loggia di S.Maria delle Grazie, il Palazzo della Fraternita dei Laici, il Palazzo delle Logge e la Fortezza. Nel 1600 la situazione economica si aggravò: in città le attività commerciali non riuscirono ad avere uno sviluppo ed in campagna, il latifondo non permetteva la crescita dell'economia. Gli aretini da una parte non cessarono mai di lottare contro il dominio fiorentino, dall'altra si rivelavano fedeli sudditi, in questo atteggiamento contraddittorio Arezzo fu inglobata al Ducato di Toscana.

Arezzo Contemporanea
Il dominio degli Asburgo-Lorena (1737-1853) fu caratterizzato da un clima di malcontento causato delle riforme latifondiste. Per gli Aretini però non fu l'unica preoccupazione, in quegli anni infatti, potenti scosse di terremoto si registrarono in città, Arezzo fu praticamente messa sotto-sopra. E' in questa occasione che avviene il miracolo: una madonnina di terracotta annerita dal fumo di un'osteria di Via Vecchia diventò improvvisamente bianca e lucente, da questo momento in poi, gli aretini rivolgeranno le loro preghiere alla "Madonna del Conforto". Ulteriori crisi economiche e l'occupazione della città da parte dei francesi portarono gli aretini ad insorgere e a gridare "Viva Maria" per le strade della città. L'insurrezione causò ulteriori stragi da parte dei francesi. La restaurazione riportò il Granducato lorenese alla guida di Arezzo, ma solo fino a quando gli aretini si espressero per entrare a far parte del regno sabaudo. Nel 1900, la storia di Arezzo, si allinea a quella delle altre città italiane nei conflitti mondiali, nelle lotte operaie, nella resistenza e nella ricostruzione. Nella metà del '900, l'economia di Arezzo vede un periodo di crescita esponenziale: il settore orafo diviene il simbolo economico della città.

Fonte: www.visitarezzo.org/

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